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Visualizza Versione Completa : Come vincere al poker sfruttando i Tells



Boss
07-04-10, 21:09
Nel poker, come nella vita, le persone mandano dei segnali, più o meno volontari, che spesso ci inducono a pensare che, probabilmente, chi abbiamo di fronte vuol farci credere qualcosa di diverso rispetto alla realtà.


Questi comportamenti, dall’atteggiamento al tavolo dei nostri avversari al loro modo di reagire a determinati stimoli, passando per la postura e i gesti che effettuano quando giocano, nel gergo pokeristico si chiamano tell. Riconoscere i tell e utilizzarli per trarne profitto fa parte della poker pshychology (di cui Mike Caro, autore del libro “Caro’s Book of Poker Tells”, è padre fondatore): leggere in maniera corretta un giocatore equivale a prendere sempre la decisione giusta, vincere più di quanto avremmo vinto, o perdere meno di quanto avremmo altrimenti perso.

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La prima cosa da stamparsi ben benino in testa e non dimenticarsi mai è che, mentre affrontiamo una partita di poker in una qualsiasi delle sue varianti, i nostri avversari possono “recitare” o “non recitare”. Se riusciamo a capire che stanno recitando, ovvero che vogliono farci credere di avere in mano delle determinate carte che, in realtà, non hanno, dobbiamo semplicemente prenderne atto ed agire nella maniera opposta rispetto alla quale essi vorrebbero che noi agissimo.

Questo succede perché la maggior parte dei giocatori cerca di nascondere la reale forza della propria mano, che sia essa una buona mano o una cattiva. Il modo più comune, quindi, per fare ciò è comportarsi in una maniera tale da farci pensare che essi abbiano l’opposto di ciò che hanno: se posseggono una mano forte, cercheranno di convincerci che ne hanno una debole, e viceversa.

Per tornare al nostro amico che si vanta di aver fatto faville a Cuba, difficilmente ci starà dicendo la verità, poiché teme che, guardandoci negli occhi, possa tradire il suo bluff: sovente, infatti, i giocatori meno esperti che tentano un bluff evitano di fissare il proprio avversario, poiché credono che se non riuscissero a sostenere lo sguardo (come accade nella stragrande maggioranza dei casi), si farebbero facilmente scoprire.

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Viceversa, un vecchio volpone del tavolo verde, nel bel mezzo di un bluff non staccherebbe gli occhi da noi neppure se passasse Monica Bellucci, perché vuole farci pensare di essere forte, di non temerci, di non temere il nostro punto perché, tanto, il suo è praticamente imbattibile.

Proteggere lo sguardo è un buon modo per evitare che, dai nostri occhi, trapeli qualcosa riguardo le nostre carte. Tra i giocatori professionisti, c’è chi unisce l’utile di usare un paio d’occhiali da sole al dilettevole di farlo strappando qualche sorriso: come Marcel Luske (fortissimo giocatore dei Paesi Bassi, chiamato “L’olandese volante”), che ama indossare gli occhiali al contrario, e Greg Raymer (campionissimo made in USA), l’uomo dagli occhiali variopinti.

E’ importante rendersi conto che i tell non si presentano soltanto quando un giocatore partecipa attivamente ad una mano, ma anche quando questi ne è fuori. Alcune informazioni utili sul tipo di player che abbiamo davanti possono arrivarci anche dal modo in cui essi dispongono le chips. Un giocatore che le sistemi con cura, creando quasi delle opere d’arte, molto probabilmente sarà un giocatore che tende a selezionare con altrettanta attenzione il tipo di mani da giocare; difficilmente questo genere di player si lancerà in bluff o in giocate azzardate, preferendo attendere il momento giusto per entrare in una mano.

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Sovente, questo tipo di giocatori forma delle pile di chips dall’ugual numero, lasciando sopra di esse delle chips che rappresentano la vincita in quel momento: se dovessimo dunque trovarci in una mano contro questo giocatore, e dovessimo renderci conto che le sue carte non siano poi così buone, un bluff ci darebbe ottime chance di vittoria, a prescindere dalla forza delle nostre carte. Questo perché difficilmente questo tipo di player rischierà la propria vincita in una mano dove non si sente più che sicuro di portarsi a casa il piatto: per lui sarà meglio passare, che rischiare di perdere con carte magari buone, ma non ottime.

Viceversa, un giocatore che non si preoccupa di ordinare le proprie chips, sarà quasi certamente un giocatore abituato ad entrare in parecchie mani, per un semplice motivo: giocando molto spesso, non avrà tempo, né modo, né voglia di sistemare le chips. Ovviamente nel corso di una partita, che può protrarsi anche per ore, un giocatore potrà cambiare parzialmente, o anche totalmente, il proprio atteggiamento al tavolo: in quel caso, notare che un player che ha sempre tenuto le chips in maniera ordinata sta cominciando a non curarsene troppo potrà farci capire che egli abbia, più o meno consciamente, deciso di entrare in più piatti rispetto a prima, ovvero abbia deciso di giocare con carte che, prima, avrebbe sicuramente abbandonato.

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Sempre per quanto riguarda il modo di sistemare le chips, dobbiamo fare attenzione ad un dettaglio che, posto quanto detto sopra, potrebbe a volte trarci in inganno. Molti giocatori preferiscono sistemare le proprie chips, prima di giocare un’altra mano; può capitare che, dopo una mano particolarmente fortunata che ha fruttato parecchie chips, le carte vengano distribuite prima ancora che il vincitore di tale mano abbia potuto sistemare la vincita. Ciò non gli impedirà di certo di entrare in gioco, ma c’è una cosa che difficilmente rischierà: il bluff.

L’aver vinto un considerevole numero di chips nella mano immediatamente precedente, funge da freno inibitore: sempre meglio godersi per un po’ la fortuna, che rischiare di sperperare parte di essa buttandosi in un bluff. In maniera altrettanto probabile, tale giocatore entrerà in gioco solo con carte particolarmente forti, evitando magari starting hands che normalmente avrebbe giocato. Se dobbiamo agire dopo questo giocatore, è bene evitare di entrare in gioco in presenza di un suo rilancio, a meno di non avere una mano decisamente solida.


Il modo migliore per riconoscere un tell, è prestare massima attenzione ad ogni minimo dettaglio, durante una partita, e cercare di prenderne nota mnemonica. Non è importante, essendo praticamente impossibile, conoscere tutti i tell, ma è fondamentale riuscire a capire, con l’esperienza, come e quando essi si presentino. Nel frattempo, mentre attendete il prossimo numero, smascherato il favoliere “cubano” potreste offrirgli un mojito. Giusto per tirargli su il morale.

FabioTheDoctor
07-04-10, 21:54
Uhm... da appassionatissimo dell'argomento tells, devo dire che questa volta l'articolo non mi e' piaciuto per niente. Non conosco chi l'abbia scritto, ma non mi da' l'idea di avere una grossa preparazione dal punto di vista live.

Qui i punti che secondo me sono estremamente controversi:

- trovare un'avversario che ti fissa negli occhi. Questa e' in assoluto la tell piu' grossa nella quale mi sono sempre imbattuto nel gioco live. Ma funziona esattamente al contrario di quanto scritto nell'articolo e si applica in maniera incredibilmente accurata ai giocatori poco esperti. Un giocatore inesperto che dopo una grossa puntata ti fissa negli occhi in maniera aggressiva e' al 99% in bluff completo. Simple as that. Il motivo di questo comportamento, d'altronde, e' la base di quanto ha sempre elaborato Caro: "weakness means strength, strength means weakness". Per quale motivo un giocatore che ha un punto forte e vuole essere chiamato dovrebbe fissare negli occhi il suo avversario cercando di incutere in lui timore? Molto piu' facile e sensato che piuttosto finga disinteresse o debolezza. Lo stesso Caro ripete spesso che i giocatori da temere sono quelli che fingono di cadere dalle nuvole (guardano da un'altra parte, come se fossero disinteressati dal gioco) e poi se ne escono impegnando molte chips nella mano.

- indossare occhiali da sole. Gli occhiali vengono menzionati, ma non si capisce per quale motivo qualcuno dovrebbe indossarli. Nella realta' hanno una duplice funzione: 1) poter osservare qualcuno (utilizzando solo parzialmente lo sguardo periferico) senza che questo se ne accorga e riuscire quindi a raccogliere informazioni piu' accurate. Un avversario che sa che lo stiamo guardando stara' attento a come si comporta e questo riduce notevolmente la nostra possibilita' di raccogliere tells veritiere; 2) evitare che i nostri avversari possano cogliere la dilatazione delle nostre pupille. Il dilatarsi delle pupille (facilmente visibile in giocatori dagli occhi chiari, piu' difficilmente in chi ha occhi scuri) e' segnale fisiologico di uno stato di eccitazione, collegato generalmente ad un feeling positivo. Guardate gli occhi di qualcuno che nello spizzare le sue carte trova due assi e capirete di cosa parlo... :)

- stacking delle chips: generalmente vero quello che viene detto, ma non si tratta di una delle tells piu' attendibili che esistano. E' piuttosto un indicatore riflesso della personalita' dell'individuo che si ha di fronte. Persone equilibrate e posate tenderanno a stackare le chips in maniera consona alla loro indole (cioe' in maniera accurata e metodica), mentre personalta' diverse nella maggior parte dei casi si comporteranno in maniera diversa. Questa informazione puo' servire per un profiling di massima dei giocatori che si hanno al tavolo, ma il valore informativo e' estremamente limitato.

Korpse
08-07-10, 11:24
Quando gioco Live tengo sempre in considerazione il fatto che secondo me ognuno di quelli seduti al tavolo possiede una copia di "Poker Tellls", se ho l'impressione che qualcuno stia cercando di spottare qualche tell mi comporto esattamente in modo contrario a quello che dovrei.
A volte serve, e che soddisfazione vedersi chiamare perchè credono tu sia in bluff!

SKIANTOS
19-09-10, 21:20
riguardo al libro di Caro, non ho capito in cosa consiste il pokerclack, nel capitolo dei suoni dei tells

FabioTheDoctor
19-09-10, 22:46
riguardo al libro di Caro, non ho capito in cosa consiste il pokerclack, nel capitolo dei suoni dei tells

In questo video (http://www.youtube.com/watch?v=vpp-AdK4LyM) c'e' un esempio, attorno al minuto 3:20.

Fimor
20-09-10, 05:03
volevo dire le stesse cose dette da fabio. tranne il fatto delle pupille, non ne ero a conoscenza, coool :) Ottimo Fabio!

mosseven
20-09-10, 13:58
Da molto tempo che volgio comprare il libro di Caro anche se gioco quasi niente live, ma non si sa mai...dite che vale la pena? da quello che avete scritto mi sembra di capire di si.

SKIANTOS
20-09-10, 19:51
Da molto tempo che volgio comprare il libro di Caro anche se gioco quasi niente live, ma non si sa mai...dite che vale la pena? da quello che avete scritto mi sembra di capire di si.

si è un bel libro, se lo legggi ,dopo, quando vedi alla tv che giocano, capisci che i pro fanno il contrario del contrario misto al contrario del vero, a diferenza dei principianti che fanno solo il contrario del vero,dato che tutti lo avranno letto(assieme ad altre montagne di volumi di linguaggio del corpo).oltre al the,esamina stud e draw e applica i tells anche a queste varianti che però valgono in generale