| Home | Forum | Poker Room.it | Prodotti poker | Online | Live | Strategie | Biografie |
| Prossimi Tornei Live | Promo Poker.it | Blog Piwelli | Editoriali | Articoli Italia | News Estero | Video | Highstakes |
![]() |
|
|||||||
| Registrazione | FAQ | lista utenti | Calendario | Cerca | Messaggi odierni | Segna i forum come letti |
![]() |
|
|
Strumenti della discussione | Modalità di visualizzazione |
|
|
#1 |
|
Administrator
|
2. Le differenze con il cash
Il gioco cash differisce dal torneo (a parte per il fatto che i bui non salgono) in quanto non c’è un premio che deve essere assegnato, non ci sono vincitori ed eliminati. Si compra un numero di chips, e tramite varie puntate si prende parte ad una scommessa che la nostra mano sarà quella vincente. Le chips che si perdono possono essere ricomprate, ed il processo (in senso probabilistico) seguito dalle nostre vincite non è necessariamente influenzato dall’esito delle mani precedenti. L’elemento di nonlinearità menzionato sopra è assente, ogni chip vale per quello che c’è scritto sopra, ed avere 100 chip ci rende doppiamente felici che averne 50, sempre e comunque. Non c’è da calcolare l’equity del torneo data la struttura dei premi, ma solo quella puramente aritmetica del piatto. Entrare nella logica di analizzare le decisioni in termini puramente monetari è l’adattamento fondamentale che il giocatore di Sit and Go deve fare passando al cash.Con il passaggio dell’unità di misura dalla quota di premio al numero puro di chip, l’elemento fondante del gioco, intorno a cui centrare l’analisi, non è più la vicinanza al premio, ma la dimensione degli stack sul tavolo. In un torneo, lo stack piccolo si trova in una posizione di profondo svantaggio, in quanto la piccolezza equivale normalmente a una grande distanza dal premio. Nel gioco cash uno stack piccolo è semplicemente piccolo, nel senso che può raccogliere, da ogni avversario, al massimo una quantità di soldi altrettanto piccola da ogni altro avversario. Digressione: Uno dei più grandi falsi miti che girano intorno al texas hold’em vuole che gli stack grossi siano in grado di intimidire quelli piccoli, e che un nuovo giocatore che arriva al tavolo con tantissime chips possa ‘dominare’ il gioco degli avversari. Chiaramente il principio è valido, in certe condizioni, per i tornei, ma è completamente privo di senso nel cash. Se a un tavolo da 0.5 / 1 dove tutti giocano per 100 si siede un giocatore con 1 milione, ogni piatto che egli giocherà con qualsiasi degli avversari sarà grande, al più, un multiplo di 100 (per ogni avversario in gioco). L’enorme somma in eccedenza non gli servirà a niente (se non a dimostrare di avere un’elevata disponibilità di fondi liquidi!), fintanto che qualcuno degli altri giocatori al tavolo non avrà anch’egli una quantità incrementale di chip in gioco. Spesso l’intuizione che sta dietro a questo principio errato dello stack grosso che fa il bullo al tavolo cerca in realtà di interpretare una strategia di gioco estremamente aperto e aggressivo (che rimarrebbe tale anche se il big stack avesse le stesse chip degli altri) che può essere sfruttata dagli altri aggiustando razionalmente il proprio gioco – in un cash game l’impatto della montagna di chip è solo ottico.Sul ruolo degli stack ho già parlato in un articolo separato a cui rimando per approfondimenti, qua mi limito a ricordare sommariamente i principi essenziali: più grandi sono gli stack in relazione al piatto, più numerose e difficili sono le decisioni da prendere. Immaginiamo di avere solo una chip residua, e di dover chiamare una puntata per aggiudicarsi un piatto enorme (tendente all’infinito). In questo caso la decisione è triviale – basta anche una probabilità infinitesimale di aggiudicarsi il piatto per giustificare la chiamata. All’estremo opposto, immaginiamo di avere stack enormi (tendenti a infinito) rispetto al piatto, e di dover chiamare un all-in dell’avversario. In questo caso chiaramente abbiamo bisogno di avere una forte convinzione di essere avanti a lui perchè la chiamata sia razionale. Quanto maggiore la dimensione degli stack, quindi, tanto più grande è la quantità di soldi che si può fare, ma tanto più difficile e articolata è la strategia. 3. Giocare il cash come un sit and go Il cash online è tipicamente giocato con stack di dimensioni comprese tra 20 e 100 BB. Come già appare evidente dall’analisi fin qui condotta, la scelta con cui un giocatore di SnG può cercare di replicare più accuratamente possibile le situazioni con cui egli è più familiare (ed evitare al comtempo quelle a cui è meno avvezzo) è quella di entrare con lo stack più piccolo possibile. Assumiamo di star giocando con bui di 0.5/1, in modo da poterci riferire a numeri puri e semplificare la notazione. Immaginiamo di avere a disposizione uno stack di 20, e di trovarci di fronte un avversario che rilancia a 3.5 prima del flop. Se decidiamo di chiamare (e siamo gli unici a farlo), ci troviamo al flop con un uno stack di 16.5 BB ed un piatto di 3.5 + 3.5 + 1 + 0.5 = 8.5. Abbiamo uno stack pari a meno del doppio della dimensione del piatto. Qualsiasi puntata significativa (oltre la metà del piatto) sbilancia le due quantità irrimediabilmente, ‘legandoci’ strettamente al piatto. Se decidessimo di puntare, o di chiamare una puntata, diventerebbe difficilissimo staccarsi dal piatto nella strada successiva: l’ultima vera decisione che prenderemo nella mano è quella del flop. Se invece di chiamare decidiamo di controrilanciare (ad esempio a 10), le proporzioni diventano squilibrate già al flop: 10 + 10 + 1.5 = 21.5 quando ce ne rimangono solo 10 dietro. In altre parole l’unico controrilancio sensato diventa andare direttamente all-in prima del flop. Vediamo come la sola dimensione ridotta dello stack è sufficiente per ricreare nel cash le situazioni con cui sono più a loro agio gli esperti del Sit and Go.La selezione delle mani con cui giocare può avvenire con gli stessi metodi e supporti informatici utilizzati per analizzare il gioco dei Sit and Go. Il primo passo è assegnare un range realistico all’avversario. Per tale determinazione può essere utile un programma come PokerTracker, che dopo un campione di mani sufficientemente grande indicherà con discreta precisione le statistiche essenziali dell’avversario, da varie posizioni (una discussione dettagliata delle statistiche e dei range corrispondenti esula dallo scopo di questa introduzione). Una volta individuato un range affidabile, si può calcolare con strumenti tipo PokerStove (che tutti i giocatori di SnG dovrebbero conoscere a menadito) il valore relativo che le varie mani hanno contro tale range e definire quindi le carte da giocare contro tale avversario. Questo è quindi il blocco fondamentale con cui il SitandGoista può approcciare un gioco cash mettendo all’opera gran parte dell’abilità sviluppata giocando fasi avanzate (10/15 BB) dei SnG: aprire il piatto rilanciando con un range di mani adeguato, e quando un avversario entra rilanciando, controrilanciare all-in con un range anch’esso calibrato sul range di apertura dell’avversario dalla posizione in cui è entrato. Una buona parte del valore di questo tipo di approccio sta nel fatto che molti giocatori cash rilanciano con un range piuttosto ampio, con il quale non hanno intenzione di giocare per 20 BB – in altre parole, il controrilancio deve essere bilanciato in modo tale da vincere un numero sufficiente di mani quando viene chiamato, ma anche di far foldare l’avversario un numero di volte coerente con l’aspettativa di vincita di quando si è chiamati: il ‘folding equity’ è una componente essenziale di questo approccio. Ciò è particolarmente evidente se visto dalla prospettiva dell’avversario: immaginiamo di osservare un tavolo con 8 giocatori che siedono con 100, e uno che ha solo 20. I giocatori con 100 calibreranno la loro strategia principalmente sugli avversari di pari stack. Per non offrire loro delle implied odds enormi, saranno costretti ad entrare con un certo numero di mani relativamente deboli, particolarmente da posizione avanzata. Un rilancio di 3.5 di un giocatore che parte con un stack di 100 sul bottone non deve necessariamente essere letto come ‘ho delle carte eccellenti’, ma principalmente come un’aggressione volta principalmente ad appropriarsi dei bui, dove l’aggressore avrà il vantaggio della posizione se sarà costretto a giocare il piatto sulle strade successive. La percentuale di volte in cui un rilanciatore punta per motivi diversi dal puro valore intrinseco delle proprie carte è, di solito, sufficientemente alta da rendere profittevole la strategia sopra descritta. Il valore della posizione e dell’interpretazione post-flop viene azzerato, ed il giocatore con stack pieno è costretto a subire l’imposizione di una strategia diversa da quella con cui intendeva giocare la mano. Per questi motivi, la strategia suddetta sarà tanto più efficace quanto più al tavolo saranno presenti giocatori che entrano molto largo e aggressivamente, e sarà invece meno utile in presenza di giocatori chiusi che aprono con range molto stretti. Una strategia short-stacked di questo tipo può essere molto profittevole e dare risultati in breve tempo, tuttavia non è necessariamente ottimale. Giocare per 100 BB o più permette ai giocatori di talento di mettere in atto strategie che possono far guadaganare ancora più soldi – con stack di dimensioni maggiori, le conseguenze degli errori degli avversari vengono ingrandite. Per facilitare la transizione verso un tipo di gioco più elaborato, che si attua su 3 o 4 strade, il SitandGoista può mettere in pratica un altro elemento tipico del gioco del Sit and Go: il minirilancio. Nei tavoli cash, gli stack da 100 entrano tipicamente con rilanci compresi tra 3 e 4, mentre i SitandGoisti nei tornei sono soliti fare dei rilanci piccoli, tipo 2.5. La stessa dimensione di raise può essere messa in atto con efficacia nel cash, con la conseguenza di poter creare piatti tipicamente più piccoli, tali che il rapporto tra gli stack e il piatto, per quanto modesto, non si risolve necessariamente in un all-in al flop. L’efficacia del raise piccolo da parte dello stack piccolo deriva principalmente dal fatto che le implied odds offerte sono già molto basse in partenza. Un rilancio di 2.5 con uno stack di partenza di 20 costituisce già oltre il 10[[%]] dello stack iniziale, ed è sufficiente quindi ad esempio per tagliare le implied odds ad un giocatore che sperasse di giocare una coppietta piccola per set value. Riuscire ad estendere il gioco di una strada può essere un modo per allargare il range di entrata e contrastare i tentativi di aggiustamento a cui si va incontro da parte degli stack grossi, e allo stesso tempo cominciare a ragionare più in profondità sulle strategie post-flop con mani speculative. Scritto da Riccardo Rinaldi |
|
|
|
![]() |
| Tag |
| cash, game, passare, volume |
| Strumenti della discussione | |
| Modalità di visualizzazione | |
|
|