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Il magnifico PIWello
Registrato dal: Dec 2007
Messaggi: 3,138
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Luca Pagano, 29 anni, giocatore professionista di Texas Hold'em, primo italiano sponsorizzato da PokerStars, in assoluto il primo volto del nostro paese che sia divenuto famoso tra i tavoli dei professionisti americani, oggi seconda voce tecnica nelle trasmissioni che Mediaset dedica a questo gioco e soprattutto uomo di riferimento della stessa PokerStars nell'organizzazione del torneo di Sanremo.
Pagano, come ha cominciato a farsi strada in un gioco made in Usa che oggi spopola in Europa? "Ho iniziato dieci anni fa a Nova Gorica, avevo 19 anni e mettevo piede per la prima volta in un casinò. Dopo mezz'ora ho capito che giocare d'azzardo non mi piaceva e quindi non facevo altro che girare a caso lungo le sale. Poi uno dei dealer mi chiese se volevo provare questo nuovo gioco. Lui mi spiegò che aveva caratteristiche molto distanti dall'azzardo. Mi sono seduto e da quel giorno non ho più smesso". Il passaggio al professionismo? "Dopo quella sera ho cominciato a studiare soprattutto sui libri comperati negli Stati Uniti. Posso dire di essere entrato nel professionismo di questo gioco a 23 anni, soprattutto col Texas Hold'em praticato su internet, su PokerStars". Il passaggio ai tornei dal vivo? "Grazie all'European Poker Tour, il circuito organizzato da PokerStars, oggi vero e proprio campionato europeo a tappe di Texas Hold'em. Alla prima stagione chiusi al terzo posto il torneo di Barcellona, vinsi 20.000 euro, una somma che mi permise di pagare l'iscrizione degli altri tornei. A Deauville raggiunsi un'altra finale chiudendo all'ottavo posto e subito dopo arrivò la sponsorizzazione di PokerStars". Prima delle carte, quale doveva essere il percorso che aveva immaginato per la sua carriera. "Stavo per prendere una laurea in informatica, per il momento l'ho solo messa da parte. Certi studi si sposano benissimo col gioco del poker. Disciplina schemi, precisione per essere vincente a fine anno". Il poker in Italia è ancora sinonimo di azzardo. "Soprattutto negli ultimi due anni, in Italia sono state spese notevoli energie per sdoganare il Texas Hold'em dal gioco d'azzardo. Per arrivare al concetto di sport però ce ne manca. Per adesso è un gioco d'abilità, così come prevede la stessa legge Bersani". Rispetto agli Usa? "Gli Stati Uniti sono molto più avanti, quello è un mercato cominciato venti anni fa e il vero boom c'è stato a metà anni Novanta. Lì il poker è entrato a tutti gli effetti nell'ambito dei giochi di abilità. Basta pensare al caso della California dove il gioco in generale è illegale, ma il Texas Hold'em è consentito in decine di poker rooms". E questo torneo di Sanremo, rappresenta un'apertura dell'Italia? "Il torneo Ept è un'ottima vetrina per far capire che l'azzardo è un'altra cosa. Sempre molti più sportivi si avvicinano al poker, Boris Becker ad esempio è entrato nel team di PokerStars. Ho lavorato personalmente alla costruzione di questo appuntamento, potrebbe rappresentare un punto di svolta". Il suo giocatore preferito. "E' una donna: Jennifer Harman, straordinaria per strategia, tenuta al tavolo, capacità psicologiche. Ma soprattutto di grandissima disponibilità nel dividere con giocatori alle prime armi le sue esperienze nel mondo dei professionisti". Suo prossimo obiettivo? "A questo gioco mi sono avvicinato grazie a PokerStars, sedendo per la prima volta nel circuito europeo, è inevitabile che punti a conquistare un titolo dell'European Poker Tour". fonte la Repubblica |
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