I giocatori di poker scrivono ad Aams
I giocatori di poker online italiani scrivono ai Monopoli di Stato: "L'offerta di giochi di abilità così come prevista nel decreto del Ministero delle Finanze non sarà mai competitiva con la vasta gamma di offerte che si trova attualmente sul web". Una mail che analizza a fondo il decreto sugli Skill Games in attesa delle circolari attuative e degli ulteriori regolamenti dei giochi
trovando molti punti penalizzanti per le future room italiane rispetto ai siti ‘punto com' dove già giocano tutti i giocatori italiani. Quattro i punti fondamentali su cui intervenire secondo i giocatori confrontatisi in lunghe pagine, ‘post' e ‘topic' di discussione sui forum italiani che parlano di Texas Hold'em.
Il primo grave svantaggio che avranno le room italiane sarà il calcolo dell'imposta unica "che - secondo i giocatori - non dovrebbe essere calcolata sul totale del giocato con il 3 percento di imposizione fiscale, bensì sulla ‘fee', quella piccola cifra che sulle room estere viene fatta versare al giocatore con l'iscrizione al tavolo o al torneo che ritorna totalmente indietro ai players sotto forma di premio. Conti alla mano, rischia di crearsi una situazione sconveniente per l'utente delle room italiane: "Se due giocatori dovessero giocare un testa a testa con iscrizione da 100 euro, in base al decreto Aams dovrebbe tornare indietro l'80 percento della raccolta di gioco - analizzano i giocatori - se su una room il vincitore otterrebbe 200 euro di premio, in Italia otterrebbe un massimo di 160 euro". Elemento che renderebbe le room italiane meno competitive di quelle estere e meno ‘attrattive' rispetto a quelle che attualmente si trovano sul web.
I giocatori credono sbagliato anche il limite massimo di 100 euro di partecipazione che "dovrebbe essere aumentato per dare a tutti i giocatori la possibilità, tramite tornei satelliti strutturati su varie fasi ad eliminazione, di partecipare alle importanti manifestazioni internazionali ‘dal vivo' di poker". Con le regole attuali non sarebbe possibile. "Però sulle lotterie e sui Gratta&Vinci dove conta solo l'alea e non l'abilità, i Monopoli e il Ministero delle Finanze non impongono un limite", criticano i players online.
Sui controlli per il gioco compulsivo, poi, il limite dei 100 euro non sortirà alcun effetto positivo: "E' necessario e allo stesso tempo sufficiente stabilire un limite massimo di versamento sul conto gioco settimanale o mensile. Mettiamo che un giocatore giochi 100 partite da 100 euro, secondo voi questo limite può essere utile a controllare il gioco?". Considerando poi che i giocatori di poker online sono abituati ad avere più conti gioco su diverse poker room, il limite di 100 euro rischia di sortire l'esatto effetto contrario.
E secondo i giocatori "sarebbe auspicabile ammettere la modalità cash-game (la modalità che si gioca in tutti i siti di poker online e anche nei casinò e che assomiglia più all'azzardo del poker tradizionale), con un limite massimo di ingresso al tavolo e variabile in base al livello del tavolo".
L'elenco è lungo e dettagliato. Il rischio concreto è che i nuovi giocatori attratti dalle piattaforme italiane migrino quasi immediatamente verso quelle ‘punto com', ancora piene zeppe di players italiane. "Non è possibile sognare con questo decreto - concludono i giocatori italiani - i giocatori delle room italiane con queste regole non avranno mai l'opportunità di qualificarsi alle World Series of Poker e magari vincerle come Chris Moneymaker o come Dario Minieri e nessun giocatore potrà mai essere sponsorizzato da un concessionario italiano ed aspirare al professionismo".
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