Il Texas hold'em e' legale?
tornei di poker si possono fare. Anche se sono soggetti a una autorizzazione del Questore. Le associazioni di poker sportivo che operano ad Ancona e provincia prendono posizione all’indomani della pubblicazione, da parte dell’Ufficio polizia amministrativa e sociale della Questura, delle norme che regolano la materia.
Anche se l’interpretazione data viene ritenuta eccessivamente restrittiva, rispetto ad altre questure italiane, tanto che si ventila l’ipotesi di un ricorso al Tar, da parte dei responsabili viene ribadito la massima volontà di collaborazione soprattutto per rendere efficace il messaggio delle associazioni: il poker come gioco d’abilità, sottratto a quell’immagine di bische e d’azzardo con cui le persone si rovinano.
“Siamo pronti ad adeguarci a qualsiasi prescrizione le Questure disporranno per far svolgere i tornei di poker nelle sedi dei circoli associati alla Federazione”. Isidoro Alampi è il presidente, facente funzioni, della Federazione italiana gioco poker, a cui è affiliato il circolo di Castelfidardo, che ha aperto i battenti all’inizio della settimana. Ritiene, per motivi di corretteza, di “non dover commentare” la nota diffusa dalla Questura di Ancona.“Tutto nasce - spiega Alampi - da una vacanza legislativa che dà quindi ad ogni Questore la facoltà di intervenire nel settore”. Il poker, secondo la Federazione, cessa di diventare gioco d’azzardo e diventa gioco d’abilità nel momento in cui perde l'aleatorietà della vincita o della perdita e viene a mancare il fine di lucro delle persone partecipanti. Resta, però, un gioco vietato, nonostante una parziale liberalizzazione che secondo la Questura è riferita solo al gioco on line e al possesso di una concessione. “Ripeto - insiste Alampi - non mi permetto di commentare le decisioni dei Questori, tutte legittime, in attesa di un’auspicata lettura univoca da parte del ministero, alla quale comunque ci uniformeremo, ma ritengo che così come è impostato nei nostri circoli, il del poker è uno sport”. A Castelfidardo, al primo torneo, hanno partecipato una trentina di giocatori provenienti da tutta la regione. Difficile fare un identikit: rappresentate tutte le classi d’età e le classi sociali. Per la cronaca ha vinto un falconarese che ha conquistato la possibilità di giocare un torneo internazionale nella poker room del Casinò di Campione d’Italia. Per poter partecipare, oltre all’iscrizione alla federazione, è necessario pagare una quota, il cosiddetto buy in: può essere di 10, 30 o 50 euro alla quale c’è da aggiungere una percentuale per il circolo rispettivamente di 1, 3 e 5 euro. A Castelfidardo saranno organizzati corsi per dealer, la versione americana del croupier.
Analoga, sebbene un po’ più critica nei confronti del provvedimento, la presa di posizione dei responsabili del Club Italian Rounders secondo i quali ci sono alcune incongruenze: innanzitutto si creano disparità con altre province; in secondo luogo nelle prescrizioni che consentono lo svolgimento dei tornei ci sono alcune indeterminatezza che riguardano, per esempio, il numero dei tornei che si possono disputare o l’ammontare del buy in, la quota d’iscrizione. Tra l’altro, mentre nei tornei di poker, non sono consentiti premi in denaro; questo è possibile in tornei di scacchi o di bridge.
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