Proibizionismo online a chi giova?
Noi di pokeritaliaweb ci siamo dimostrati sempre sensibili a questo tema, e come da nostra "tradizione" vogliamo essere la voce libera, anche in questo delicato discorso. Nella settimana che volge al termine, ci sono state importanti novità in merito a questa posizione, negli ultimi tempi presa in seria considerazione da diversi stati europei.
I primi stati ad essere chiamati in causa sono la Germania e la Svezia, contro i quali la Comunità Europea ha intrapreso una procedura d'infrazione.
Ma le posizioni dei due stati, anche se presi assieme nella procedura, vanno distinti singolarmente.
Infatti, mentre i cugini teutonici hanno intrapreso da tempo questa linea, scontrandosi più di una volta con la CE, gli svedesi mentre da un lato provano a far lo stesso, dall'altro hanno una room statale che opera nel mercato internazionale con degli ottimi riscontri nell'ultimo periodo.
Tutto ciò immaginiamo sia dovuto al fatto che gli svedesi avendo uno stato sociale che funziona abbastanza bene da più di 40 anni, riesce a capire le motivazioni x provare a confrontarsi con un "prodotto statale" nel mercat globale, ma allo stesso tempo la paura di "dispersione" del suo popolo.
A queste posizioni si va ad aggiungere in Europa l'idea dell'Olanda di intraprendere e creare una legislazione su questo settore, che richiama la Uigea americana.
Quest'ultima, rimane sempre un ottimo spunto per criticare l'operato finanziario sotto la presidenza Bush. Premesso che questa oltreoceano viene da sempre vista come una violazione delle libertà personali, negli ultimi tempi viene ulteriormente attaccata perchè a conti fatti, rispetto alla sua versione permissiva IGREA, porta delle inferiori entrate nelle casse erariali.
Ebbene si, a "sorpresa" negli USA si è appurato che una tassazione corretta, fissa e puntuale delle società che offrono giochi online, porterebbe minori rischi a livello erariale, ma soprattutto maggiori entrate.
Sicuramente questa è una cosa che fa riflettere.
Infatti, se pensiamo che in Europa la maggior parte degli stati si sta muovendo verso il proibizionismo, quanto accade negli USA dovrebbe far capire che forse si è uno step dietro, e che quindi un'alternativa ci può essere, ma soprattutto che questo non è il passo obbligatorio.
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