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Vecchio 02-18-2008, 03:59   #1
il_Profeta
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predefinito Dossier Piw: Chi tutela il settore del gioco online?

Come ogni settimana, proviamo a fare la panoramica della situazione del settore dei giochi online. La prima notizia di un certo clamore è stata sicuramente quella del bug del software di Betfair, con conseguente richiesta dei danni che ha suscitato svariate opinioni.



L’argomento discusso anche nel nostro forum:
http://pokerforum.pokeritaliaweb.org...hlight=betfair

è sicuramente molto importante nel mondo del gambling on-line. A differenza dello scandalo Absolute, infatti qui non ci si trova di fronte ad una cosa organizzata ad hoc, ma di fronte ad un tot di utenti che hanno approfittato di un bug del software durato per 6 ore.

Difficile da valutare la situazione ed allo stesso tempo trovare una soluzione. La decisione, presa da Betfair, di contattare in primo luogo gli “approfittatori” chiedendogli il rimborso, altrimenti agirebbero per via legali nei loro confronti, come scelta fa molto discutere.
In questa situazione però si evidenzia uno dei maggiori problemi, se non proprio il maggiore, del gambling on-line. L’assenza di un ente, ma anche una regola, che tuteli superpartes una controversia del genere. Come al solito, ognuno tira acqua al suo mulino.

Anche in Italia la situazione non è molto diversa, e non si distacca dal problema di fondo. Come scritto in un editoriale del TS di venerdì, in Italia il vero problema ora come ora, non è lo scontro sugli oscuramenti, attuazione di nuove leggi ed altro, ma la totale assenza di un ente, che può essere un’associazione o un sindacato, forte e deciso che possa affrontare le difficili scelte che si dovranno prendere nel futuro.

Infatti, indipendentemente se si è favorevoli o meno, la caduta del governo ha provocato un ulteriore ritardo nel processo di definizione degli Skill Games. D’altronde, anche se è nell’interesse di tutti nel settore arrivare ad una rapida soluzione, manca un punto di riferimento comune che possa far la voce grossa. Senza andare a scomodare paragoni all’estero, basti pensare a tutto quello che è accaduto tra le federazioni negli ultimi tempi.

Dal resto dell’Europa sembra, dopo la settimana trascorsa, che la soluzione “mista” sia alla fine accettata sempre di più. In Francia ad esempio, la società monopolistica dei giochi, sta progettando l’ingresso nel mercato on-line con la sua poker room statale, quindi in un certo senso approva l’idea di partecipare nel mercato libero, con un buon prodotto, può portare buoni risultati.
Allo stesso tempo, tutti le rooms on-line, che hanno dato battaglia alle restrizioni statali subite nei vari paesi, hanno allentato la presa.
Il parere degli addetti ai lavori è che, finalmente, hanno capito che nell’immediato futuro non possono avere la meglio nei vari fronti nazionali.

Per finire in Olanda continua lo sviluppo di una legge simile all’Uigea statunitense. C’è molta curiosità di vedere all’opera questo paese da sempre definito come uno dei paesi più liberi.

Scritto da: PokerItaliaWeb Staff
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