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Vecchio 05-06-2008, 11:52   #1
Boss
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Question Texas Hold'em quando una legge seria?

Nessuno è profeta in patria. Il Texas Hold'em all'italiana, racconta uno speciale pubblicato sul numero di maggio della rivista ‘Gioco e giochi' in questi giorni in distribuzione, miete successi in tutto il mondo, tra vittorie nei maggiori tornei e numeri record sulle poker room online ma lungo lo stivale vive ogni giorno il rischio di denunce per gioco d'azzardo per l'assenza di una legislazione chiara che regoli l'attività

di centinaia di circoli e tuteli la passione di migliaia di giocatori. Più facile a dirsi che a farsi. Troppo complicato scrivere una legge univoca per tutti i poker club d'Italia. Meglio lasciare alla libera scelta delle Questure italiane l'analisi, caso per caso, dell'attività pokeristica ‘live'. Il risultato? Un autentico caos. Se ad Aosta non è più possibile giocare dal vivo a poker texano (eccezion fatta per le sale del Casinò di Saint Vincent) in altre parti d'Italia alcuni Questori sono a conoscenza del gioco e tutto si svolge regolarmente. E se qualcuno si limita al ‘silenzio-assenso', c'è anche chi, scanso equivoci, ha scritto delle regole.

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE - E' necessario, però, fare un passo indietro per avere un quadro preciso della situazione italiana del poker live. Il 26 marzo il Questore di Aosta, Salvatore Aprile, emette un'ordinanza con la quale vieta la pratica dell'Hold'em in tutta la regione. Il settore riceve uno scossone e gli allarmi iniziano a suonare. Non solo per il divieto che già aveva coinvolto altre regioni e province (come quella di Macerata), ma perché per la prima volta nella breve storia dell'Hold'em all'italiana, il gioco è stato inserito nella tabella dei giochi proibiti contenuta nell'articolo 110 del Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza che regola l'attività in circoli e locali. Forum di poker, quotidiani online, riviste specializzate tutti si pongo la stessa domanda: dove giocheremo domani al Texas Hold'em? Immediato il blitz delle associazioni di poker presso il Ministero degli Interni, quello deputato alla regolamentazione di tali attività che rientrano nel Tulps.
"Abbiamo richiesto una copia dell'ordinanza del sequestro del circolo di Aosta perché dichiarare che il texas hold'em sia riconducibile ai giochi d'azzardo non solo è inesatto, ma palesa ancora una volta quale confusione esista nel nostro Paese riguardo ai giochi", tuonava all'indomani del sequestro Isidoro Alampi, presidente della Federazione Italiana Gioco Poker. E poi Domenico Tresa, numero uno di Italian Rounders: "Le regole certe non sono state ancora dettate e ogni Questura può interpretare liberamente l'attività dei circoli di poker. C'è chi dichiara prima i tornei che andrà ad organizzare, chi si attiene alla regola della consegna di ticket e premi in natura ma non c'è niente che possa assicurare e tutelare la sicurezza di un club in cui si gioca a poker sportivo".
Come detto le regole ci sono e risalgono addirittura al 16 maggio 2007. La circolare, firmata dal dottor Speranza, Questore di Bari, arriva dopo la segnalazione di un torneo organizzato da un circolo affiliato a Italian Rounders. Nel dubbio la richiesta è stata girata dagli uffici di Bari all'organo sovraordinato, il Ministero degli Interni. Nel giro di qualche giorno il Viminale ha dipanato i dubbi del pubblico ufficiale. Gli uffici centrali sono chiarissimi e dettano una serie di semplici regole che per 12 mesi verranno prese come il punto di riferimento per aperture di circoli e organizzazione di tornei ed eventi legati al poker texano. L'iscrizione non deve essere superiore ai 50 euro più un 10 percento che l'organizzazione può riservarsi per le spese, la classica ‘fee' che utilizzano anche le poker room online per tassare i giocatori nei tornei. I premi devono essere rigorosamente in natura e non deve esserci la possibilità di ricomprare la quota di iscrizione e rientrare in gioco (il classico re-buy). Tutto quadra, insomma. Senza il solito calvario di richieste, incontri e contrattazioni politiche, arrivano i paletti entro i quali muoversi affinché il poker sportivo non si tramuti in gioco d'azzardo. L'importante è che il giocatore quando si siede al tavolo sappia quanto rischia di perdere e, se le carte gli rigano, quanto può vincere. Regole che poi verranno ribadite anche in un documento del Servizio Commercio della Provincia Autonoma di Trento nel riordino territoriale delle norme per i pubblici esercizi, proprio i giorni in cui ad Aosta il poker texano viene relegato nella tabella proibita.

SETTORE NELL'INCERTEZZA - Dopo la tempesta il mese successivo sul Texas Hold'em regna una strana quiete. Si riprende a giocare tranquillamente (anche se è più di qualcuno a rimanere ‘chiuso' per evitare sequestri e retate), eccezion fatta per la Val D'Aosta ovvio, ma il settore vive ancora nella totale incertezza. Tutto è ancora lasciato agli umori delle singole Questure. Gli incontri con il Ministero degli Interni e con i Monopoli di Stato aspettano di riprendere da dove si sono interrotti. Sì perché nel frattempo ci sono state anche le elezioni a rallentare e complicare tutto. Nel periodo di gestione provvisoria nessuno è in grado di prendere decisioni. Si attendono le nuove nomine degli uffici statali per capire quale futuro aspetta il poker live.

LE RICHIESTE DEI PLAYERS - Intanto una domanda attanaglia tutti i ‘players' italiani: ma perché quel pugno di norme chiare, semplici e dirette non sono state inoltrate a tutte le Questure d'Italia in attesa di una legge più articolata e meglio strutturata? Possibile che un fenomeno mondiale come quello dell'Hold'em debba soffrire ancora del più miope dei tabù da bisca clandestina? Il risultato rischia di essere sempre lo stesso: il vuoto legislativo è il terreno più fertile sul quale far crescere il gioco illegale e trasformare il poker sportivo in azzardo puro per la contentezza di cosche e malavita disorganizzata.
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Traduzione italiana Team: vBulletin-italia.it