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#1 |
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Administrator
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Trova la pokerstar che è in te», provoca lo slogan. «A poker vince l'ingegno», promette il gigantesco cartellone in piazza Carlo Felice. «Capacità, costanza, persuasione e fiducia» sono le armi.Per il momento è soltanto polemica. Più d'uno storce il naso, di fronte all'enorme affissione sulla facciata di un palazzo in ristrutturazione davanti alla stazione di Porta Nuova
A pochi giorni di distanza dalla notizia del giovane disabile che si è ucciso per i debiti contratti a un videogame, la pubblicità del più grande sito di poker del mondo lascia perplessi: «Innanzitutto - scrive a La Stampa Donato Barbero - mi risulta che il gioco d'azzardo sia monopolio dello Stato, quindi mi chiedo se questo sito sia legale. Ma soprattutto: è opportuno che in una piazza centrale, dove passano migliaia di ragazzini, si pubblicizzi vistosamente il gioco d'azzardo?». L'immagine è quella del canadese Daniel Negreanu, considerato il più grande giocatore di tornei di poker al mondo. «Il poker è uno sport...», spiega la frase che accompagna lo slogan a caratteri cubitali. Tutti notano quella réclame, molti restano perplessi. Come perplesso è Francesco Salvi, coordinatore per l' l To3 dello staff che si occupa del trattamento dei giocatori d'azzardo, e in questi giorni ha fatto affiggere un altro tipo di cartellonistica: due numeri di telefono per soccorrere i giocatori incalliti che vorrebbero - ma non riescono - uscire dal tunnel. «Nel poker conta sicuramente la costanza e la capacità, e alla lunga vince il migliore - commenta Salvi -: ma resta un gioco di rischio, senza rischio non c'è passione». La costanza è statistica, mette in guardia Salvi: «Più gioco più ho probabilità di vincere, ma c'è anche più pericolo di perdere. Perché per il banco il gioco non è fortuna, è matematica!».Su PokerStars le scommesse sono virtuali, l'iscrizione è gratis come il programma da scaricare per vivere il brivido delle puntate. Non importa: è il messaggio sotto accusa. «La maggior parte delle persone che finiscono nella rete del gioco sono persone normali attratte dalla necessità di arrivare a fine mese e dalla promessa di un guadagno semplice e immediato», fa notare Salvi. Che contesta tutte le pubblicità del genere, compreso il «Ti piace vincere facile» del nuovo Gratta&Vinci. «Oggi è troppo facile giocare, e questo fa più vittime - lancia l'allarme Salvi -. La visibilità del poker texano in tv lo ha reso un gioco di successo. Recentemente il questore di Torino l'ha vietato, però i circoli si sono solo spostati: si gioca a torneo, ma anche cash, e le vittime sono anche fra i giovani». Pubblicità come quella apparsa in piazza Carlo Felice «sono un pericolo perché stuzzicano la voglia». Come dire: vincere online spinge a tentare davvero. «In tutto il Piemonte - ricorda Salvi - sono stati trattati dai Sert quasi 400 casi: il vero danno non sono i soldi ma gli affetti; le famiglie dei giocatori sono devastate». Insomma: «Persuasione e fiducia sono caratteristiche legati ai rapporti umani, non al conto in banca». la stampa |
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#2 |
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Administrator
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mio dio......questo pezzo è davvero da brividi.......che imparassero a guardarsi intorno....mio dio.....e ad informarsi delle cose....e a capire quanto sia ben + facile rovinarsi con slot, e lotto del caro monopolio di stato e regolari al 100% per loro,....
VERGOGNA......prendere poi la morte di un ragazzo e trasformarla e farla a icona di un proprio discorso e di una propria idea senza fondamenti. Ci sono proibizionisti (e quello sul gioco è un esempio lampante) davvero stupidi e destinati a creare nuove bische
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SASSUOLO ---------------------- "Non serve avere troppo culo, basta non avere troppa sfiga"
"Non importa se vinci o se perdi, quello che importa è se vinco o se perdo IO" |
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#3 | |
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PIWello DOC
Registrato dal: Feb 2008
Messaggi: 570
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In altre parole, consentitemi una cruda metafora, il pedofilo deve andare in galera perché l'unico autorizzato a violentare "migliaia di ragazzini" è lo Stato? ![]() O forse, semplicemente, si tratta di giornalismo "spazzatura"... ![]() P.S. ho visto, recentemente, un servizio delle iene sulle sale da bingo... da brividi...
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Dove sta tutta la mia saggezza? Mi sono comportato da ostinato, inseguendo una parvenza di ordine, quando dovevo sapere bene che non vi è un ordine nel poker... |
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#4 | |
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Il magnifico PIWello
Registrato dal: Dec 2007
Messaggi: 3,138
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Quote:
ben detto ste, non ho parole .
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#5 |
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VIP PIWmember
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Io nn posso commentare, ma posto in quanto ho letto il thread e volevo renderlo presente a tutti.
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Il mio oppo ha A A......io raise, lui re-raise, io re-raise, lui re-raise.......ho 2 7 off ALL-INNON è GIUSTO CHE UN MERLO SI TENGA I PROPRI SOLDI |
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#6 |
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Guest
Messaggi: n/a
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#7 |
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Administrator
Registrato dal: May 2007
Messaggi: 9,290
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Semplicemente... ASSURDO
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#8 |
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Administrator
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eh sì danthi.....ormai ci hai incuriosito...perchè nn puoi commentare ???
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SASSUOLO ---------------------- "Non serve avere troppo culo, basta non avere troppa sfiga"
"Non importa se vinci o se perdi, quello che importa è se vinco o se perdo IO" |
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#9 |
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PIW neonato
Registrato dal: Jan 2008
Messaggi: 27
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#10 |
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PIWello Reale
Registrato dal: Sep 2007
Messaggi: 1,412
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Due riflessioni.
La prima deriva dall'impostazione dell'articolo che nel seguente passo " Tutti notano quella réclame, molti restano perplessi." fa rilevare la predisposizione del giornalista ad identificare come elemento negativo il gioco del poker ... vorrei sapere quanti ne ha intervistati per tirar giù tale affemazione. La seconda nasce da questo: «Nel poker conta sicuramente la costanza e la capacità, e alla lunga vince il migliore - commenta Salvi -: ma resta un gioco di rischio, senza rischio non c'è passione». La costanza è statistica, mette in guardia Salvi: «Più gioco più ho probabilità di vincere, ma c'è anche più pericolo di perdere. Perché per il banco il gioco non è fortuna, è matematica!»." Una frase che è parzialmente falsa in quanto non c'è nessun banco da battere e riporta una contraddizione, se il gioco alla lunga premia il migliore la costanza statistica è in contrasto con la bravura del singolo. Potremmo spendere fiumi di parole su questo argomento in difesa di entrambe le tesi ma bisognerebbe analizzarle in maniera diversa. Cominciamo a parlare di "educazione al gioco" da insegnare ai bambini, valorizzare l'aspetto ludico e competitivo e non quello lucrativo che è si una componente importante ma non deve essere l'elemento trainante. Avviciniamo le famiglie al gioco prospettandolo come intrattenimento e non come fonte di guadagno, come un modo diverso per passare la giornata (all'ippodromo come al cinema, il poker on line come la televisione). Diamo altri messaggi,contrari a quelli attuali, con il gioco non si cambia la vita, non si diventa ricchi ma ci si diverte e si passa del tempo... |
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