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Vecchio 07-24-2008, 10:15   #1
Boss
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predefinito Poker online, quanta ipocrisia in Italia!

Mi verrebbe da intitolare questo pezzo "ipocrisia", riferendolo alle ultime notizie apparse in giornata per quanto riguarda il mondo del poker online, ma andiamo con ordine. La prima notizia che mi ha fatto storcere la bocca e' il blocco della campagna pubblicitaria di pokerstars.it la piu' grande poker room online al mondo, che in Italia non puo' neppure pubblicizzare il gioco "fun"

cioe' senza soldi reali. E' di oggi la notizia che il garante della pubblicita' ha vietato gli spot, i cartelloni ed i manifesti di questa imponente campagna, fatta per far conoscere agli Italiani il poker online. Vi chiederete perche'? Ecco la risposta:

Un brand riconoscibile con un sito di gioco non autorizzato, anche se pubblicizza un sito ".it" ed il gioco per divertimento, fa pubblicità ingannevole nei confronti del pubblico. E' questa in sintesi la decisione del Giurì dello IAP, l'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, organo di controllo del mercato delle pubblicità, in merito all'istanza presentata da Gioco Digitale Italia srl nei confronti della pubblicità fatta da Porkerstars sulle testate di Rcs Pubblicità spa e del Gruppo Editoriale L' Espresso. "Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità contestata è in contrasto con gli artt. 1 e 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e ne ordina la cessazione".

Praticamente la pubblicità di Porkerstars è in contrasto con gli articoli 1 e 2 del codice di autodisciplina. L'articolo 1 riguarda: "Lealtà della comunicazione commerciale. La comunicazione commerciale deve essere onesta, veritiera e corretta. Essa deve evitare tutto ciò che possa screditarla". L'articolo 2: "Comunicazione commerciale ingannevole. La comunicazione commerciale deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori, anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni non palesemente iperboliche, specie per quanto riguarda le caratteristiche e gli effetti del prodotto, il prezzo, la gratuità, le condizioni di vendita, la diffusione, l'identità delle persone rappresentate, i premi o riconoscimenti. Nel valutare l'ingannevolezza della comunicazione commerciale si assume come parametro il consumatore medio del gruppo di riferimento".

Leggendo questa sentenza mi chiedo se invece le pubblicita' di altri giochi Italiani, violino queste regole.Ogni giorno siamo invasi dalla pubblicita' dei GRATTA E VINCI, vinci facile vinci adesso (uno slogan che da solo crea una sorta di messaggio ingannevole) dove si prospetta la facilita' di vincita (ma per il giocatore o lo stato?)

Mi chiedo come la piu' grande poker room online solo e ripeto solo in Italia oltre a non poter pubblicizzare il suo sito.com (per non avere una licenza valida?????) non possa ora neppure fare pubblicita' alla sua versione fun! Quando da qualche giorno altre societa' con licenza ( ricordiamo che solo in Italia non viene riconosciuta una licenza europea in contrasto con tantissime disposizioni europee vedi sentenza Placanica, libera circolazione di mezzi e servizi, e non ultima le continue riaperture dei centri Stanley disposte daq moltissimi magistrati, societa' che opera in Italia Legalmente senza nessuna concessione o licenza) stanno innondando con spot le reti televisive italiane.

Ma un altra notizia scuote l'ambiente e questa volta non solo contro le societa' senza licenza, ma pure contro AAMS.
Il Codacons si rivolge al Tar del lazio per bloccare il poker online

Il settore del gioco, soprattutto quello online, non trova davvero pace e le "battaglie" arrivano proprio da ogni parte. Il Codacons ha infatti deciso di presentare un ricorso al Tar del Lazio contro l'autorizzazione data dai Monopoli di Stato per legalizzare il poker online e per chiedere al Governo di "bloccare questa sconsiderata decisione". In una nota del Codacons si legge: "Pur di accaparrarsi il 3% sulle somme vinte ed incassare una cifra stimata in 15 milioni di euro non ci si rende conto, o peggio ancora si decide scientemente di infischiarsene, del fatto che migliaia di persone ogni anno si rovinano per il gioco. Già i videopoker nei bar hanno aggravato la situazione aumentando i casi di dipendenza. Nel caso di internet, però, considerata la sua diffusione ed il fatto che può entrare direttamente in ogni casa, il fenomeno può d iventare una autentica piaga sociale." A questo punto sorgerebbe spontanea una domanda: è meglio lasciare i giocatori senza tutela e garanzie e farli comunque continuare a giocare su siti esteri non autorizzati? O forse la legalizzazione è modo migliore per difendere in ogni sede i giocatori e dare garanzia di un gioco lecito?

Avvocato Rienzi esprime il suo pensiero

"Presenteremo il ricorso al Tar entro 60 giorni". La conferma arriva dallo stesso presidente del Codacons avv. Carlo Rienzi che ha ribadito l'intenzione di ricorrere al Tar contro i Monopoli di Stato che hanno autorizzato la diffusione del poker online in Italia. La querelle che potrebbe sorgere scaturirebbe dal fatto che la maggior parte dei giocatori italiani si rivolgono comunque a siti esteri - nel nostro Paese non autorizzati naturalmente - per giocare mettendo a rischio le stesse vincite realizzate. La logica che probabilmente ha portato i Monopoli ad autorizzare anche il poker online tra i giochi di abilità mira a porre sotto controllo il gioco illegale a favore dello sviluppo di quello lecito. "Il poker è da considerare gioco d'azzardo - ha dichiarato ancora Rienzi ad Agicos - ed in Italia il gioco d'azzardo è punito penalmente. Ciò che accade all'estero non è importante a mio avviso: il gioco se gestito dallo Stato non viene più considerato d'azzardo. Una strana questione. Vorrei chiarire che se lo Stato - attraverso i Monopoli - si assume la responsabilità di legalizzare il gioco d'azzardo - il poker online in questo specifico caso - lo deve fare nelle migliori condizioni ossia garantendo un'adeguata campagna pubblicitaria e di comunicazione sociale sui gravi rischi e sui pericoli che il gioco compulsivo può comportare. Anche le sigarette fanno male alla salute - ha poi concluso Rienzi - ma quanto meno sui pacchetti sono specificatamente riportati i rischi e le conseguenze gravi cui si va incontro. L'esempio è meno banale di quello che sembra".

Mi chiedo dove e' rimasto il codacons quando in Italia sono state aperte le sale bingo? quando sono state legalizzate le macchinette mangia soldi? quando sono stati lanciati i gratta e vinci? il super enalotto?

E' ora di sedersi intorno ad un tavolo e iniziare a capire che il mondo dei giochi e' composto da grandi multinazionali, e dai giocatori. Il giocatore gioca sui siti che ritiene piu' adatti alle sue esigenze. Mi chiedo il poker online esiste da10 anni circa e moltissimi italiani giocano ogni giorno su moltissime poker room....credete veramente che gridare al lupo al lupo faccia scappare i giocatori dai siti esteri a quelli italiani? Non e' un buon prodotto, e sopratutto delle buone offerte per i giocatori l'arma vincente per le poker room italiane?

Basta con l'ipocrisia, e con una serie di notizie date da persone che non conoscono neppure il poker, il texas hold'em, ma una volta tanto date voce a chi segue il poker con "passione"


pokeritaliaweb staff
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Vecchio 07-24-2008, 10:19   #2
Adx
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Hai sentito questo rumore?????

Erano le mie palle che cadevano!
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Quando Chuck Norris deve parlare con un centro assistenza non fa mai i numeri verdi. Li fa neri. Chuck Norris non chiede assistenza a nessuno. Nessuno.

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Vecchio 07-24-2008, 13:53   #3
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Questa è una delle più grande ipocrisie da paese delle banane.Già su altri forum ho discusso di ciò e la parola più blanda è "ridicolo".L'AAMS blocca il gioco del poker in quanto in Italia il gioco d'azzardo è "vietato" mentre gratta e vinci e videopoker sono legalizzati e ancora oggi centinaia di migliaia di famiglie stanno piangendo,con case in vendite e disgrazie simili.Per fortuna internet è una cosa troppo grande per lo Stato italiano.Hanno provato a bloccare i siti di scommesse con blocchi che un bambino riesce a scardinare in 5 minuti cambiando i DNS.Quindi il mio consiglio è sempre giocate con la vostra testa e con le vostre tasche tanto non saranno quei ridicoli dell'AAMS a fermarci,come cantava un grande italiano "io non mi sento italiano,ma per fortuna purtroppo lo sono"

P.S. ieri da Mentana a Matrix era ospite Dario Minieri, con una meravigliosa maglietta Team Pro di Pokerstars,quindi gabbati e beffati sotto i vostri occhi ipocriti
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Vecchio 07-24-2008, 14:12   #4
Boss
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Skill games fuori pericolo. Nonostante il polverone sollevato dal Codacons, associazione nazionale dei consumatori. "Il regolamento che disciplina le nuove possibilità di gioco online è perfettamente legittimo -spiega il legale Cino Benelli, esperto di gioco online- e discende dall'articolo 38 del cosiddetto ‘Decreto Bersani' -modificato con legge 296 del 2006, ovvero la Finanziaria per il 2007

- che introduce l'offerta di giochi di carte di qualsiasi tipo, organizzati sotto forma di torneo, specificando che possono ritenersi ‘giochi di abilità'". E il riferimento esplicito a ‘giochi di carte di qualsiasi tipo' comprende evidentemente anche il poker: ovviamente, sotto forma di torneo."Un ricorso, come annunciato dal Codacons, sarebbe quindi tardino e irricevibile -precisa Benelli- proprio perché, come detto, il regolamento recepisce qualcosa che si trovava all'interno della precedente finanziaria. E non credo, francamente, si possa ipotizzare una ‘guerra' contro la Legge. L'associazione consumatori si sarebbe semmai potuta muovere all'epoca di stesura del regolamento ministeriale. Ci so dovrebbe quindi domandare come mai non si siano accorti prima della volontà del Governo di aprire al gioco online, che tuttavia, si tratta di abilità, e non di ‘gioco d'azzardo legalizzato'".
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Vecchio 07-24-2008, 17:52   #5
kiooAA
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mmm le solite cazzate all'italiana....
aaa comm saddà fà?....
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