Dura critica dell'importante quotidiano allo sbarco di Poste Mobile sul mercato del gioco on line
" 'Il gioco a distanza rappresenta per noi sia un''area di differenziazione delle fonti di ricavi, sia una modalità per sviluppare sinergie commerciali di cross-selling e up-selling, per esempio mobile gaming e mobile broadband'. Traduzione: siccome con lotterie virtuali e poker online si fanno un sacco di soldi, eccoci qui". E' la nota polemica che si leggeva sul Corriere della Sera di sabato, e che ha preso di mira lo sbarco sul mercato del gioco online di Poste Mobile. "Volendo prescindere dalla particolare tipologia di questo business - si legge nell’articolo a firma di Sergio Rizzo - non ci sarebbe niente di strano, per un gestore di telefonini. Ma in questo caso proprio non se ne può prescindere, perché la società in questione,dal cui ultimo bilancio sono prese quelle frasi testuali, è delle Poste italiane". Come detto, quindi, il riferimento va a Postemobile che il 4 ottobre scorso è diventata concessionaria dello Stato per il gioco online dopo aver chiesto la licenza ai Monopoli di Stato. "Primo operatore fra quanti avevano fatto domanda a ricevere il via libera, essendo stata Postemobile 'la prima, fra i nuovi entranti del settore, a presentare la domanda di concessione', come rimarca (...) il verbale del consiglio di amministrazione del 2 maggio. Abbiamo già avuto modo di criticare - si legge ancora nell'articolo - la smania delle Poste di diversificare mettendosi a fare tutto tranne che, bene, le Poste. Ma qui si resta senza parole. Nell'immaginario collettivo le Poste sono un po' come i carabinieri. Spesso gli uffici postali, in alcuni paesi, sono perfino di più: l'unico segno dell'esistenza dello Stato. Svolgono una funzione profondamente sociale. Lì si pagano le pensioni, lì custodiscono i risparmi di molta povera gente". E ancora: "è superfluo ricordare che con ciò che pudicamente si chiama nel bilancio di Postemobile«gioco di sorte», e altro non è che gioco d'azzardo, - riporta l’articolo - si sono rovinate un sacco di persone e di famiglie”. -agicos-


















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